Patologia Oncologica Cutanea
Le neoplasie cutanee primitive rappresentano globalmente il 10-20 % di tutti i tumori maligni.
I tumori cutanei vengono classificati in base alla loro origine in diversi sottogruppi; i più frequenti sono quelli di derivazione epiteliale (Carcinoma Basocellulare e Carcinoma Spinocellulare) e di derivazione melanocitaria (Melanomi).
E' accertato che tali forme tumorali sono purtroppo in aumento, anche a causa di una irresponsabile e prolungata esposizione ai raggi solari.
Secondo dati forniti dall'American Cancer Society, nel 1998 almeno quarantamila americani sono stati colpiti da melanoma maligno e almeno un altro milione di persone è stato colpito con i due tipi di carcinoma (basocellulare e spinocellulare).
Per quanto riguarda il melanoma si è assistito in questi ultimi anni ad un notevole incremento della sua incidenza; in Italia si stimano 7-8 casi su 100.000 persone/anno.
Negli ultimi venti anni il melanoma ha raddoppiato in Italia il numero delle vittime, che sono passate da circa 400 l'anno negli anni '70 ad oltre 1000 negli anni '90; attualmente le persone che si ammalano ogni anno sono 3400, quelle decedute sono 1200.
In Piemonte si registrano 330 nuovi casi all'anno, di questi 105 sono mortali. Le donne risultano maggiormente colpite (200 casi) rispetto agli uomini, ma la localizzazione del tumore soprattutto agli arti permette una cura più facile ed aumenta il tasso di guarigione. Le vittime sono 60. Negli uomini, invece, la parte del corpo più esposta è il dorso: i deceduti sono 55. Il tasso d'incidenza della mortalità sulla malattia raggiunge quota 1/3.
Attraverso la prevenzione il tasso di mortalità di tale patologia si può ridurre di un terzo.
  Le forme epiteliali (Carcinomi) sono caratterizzate da una morbilità di 70-80 casi su 100.000 persone anno. Questi tipi di tumori costituiranno una delle patologie emergenti dei prossimi decenni in quanto il loro progressivo aumento è legato a diversi fattori favorenti che comprendono l'aumento della popolazione anziana, dei carcinogeni ambientali (fisici e chimici) infettivi e virali.
In particolare i fluorocarboni e gli ossidi di nitrogeno industriali, favorendo una deplezione dello strato di ozono atmosferico, determinano l'aumento della irradiazione ultravioletta sulla superficie cutanea, da cui consegue un progressivo aumento dei carcinomi cutanei.
In complesso, negli ultimi vent'anni, il numero dei tumori cutanei è aumentato in tutto il mondo, triplicandosi negli Stati Uniti. Da studi epidemiologici, effettuati negli USA negli anni '80, l'incidenza secondo tassi specifici per età per 100.000 casi ha determinato 30 casi nelle donne e 106 casi nei maschi di carcinomi cutanei e tali cifre per gli anni duemila diventeranno rispettivamente 50 e 176. In Inghilterra, dove i carcinomi cutanei occupano il secondo posto nella frequenza di tutti i tumori, ci si aspetta per gli anni duemila un superamento dei 5000 casi annui.
Le forme epiteliali sono caratterizzate, in genere, da una elevata curabilità e da un lungo decorso, con un rapporto morbilità-mortalità assai elevato: nelle lesioni di dimensioni limitate, infatti, la guarigione definitiva può essere ottenuta in circa l'80 % dei casi al primo trattamento ed il recupero delle recidive consente un tasso di guarigione attorno al 92-96 %.
La mortalità dei tumori cutanei epiteliali, localizzati per lo più sul volto e sulle mani, è inferiore all'1%. In Italia la mortalità è di 1,7 ogni 100.000 abitanti per anno.
Malgrado ciò è fuori dubbio che i risultati delle varie terapie potrebbero essere ulteriormente migliorati se esse venissero effettuate più precocemente.
Da un recente studio è risultato assai prolungato il periodo medio di latenza tra il manifestarsi della patologia tumorale e la prima osservazione medica (22,2 mesi); inoltre è stata segnalata una perdita di tempo prima di giungere ad una diagnosi precisa e, quindi, ad una terapia appropriata.
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Nevo

I nevi sono un'iperproliferazione benigna di cellule normalmente presenti nella cute. Si distinguono nevi melanocitici, costituiti da proliferazioni benigne dei melanociti e nevi epidermici costituiti da proliferazioni benigne dei cheratinociti.
L'esatta eziologia di questi "errori" non è nota; alcuni nevi sono presenti alla nascita (congeniti), mentre altri si manifestano successivamente.
I nevi melanocitici congeniti possono essere suddivisi, a seconda delle loro dimensioni in nevi congeniti di grandi dimensioni ( con diametro maggiore di 20 cm), di medie dimensioni (di diametro da 2 a 20 cm) e di piccole dimensioni (diametro inferiore a 2 cm)
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Lipoma
E' un tumore solitario o multiplo, benigno, di volume variabile, di consistenza molliccia, mobile rispetto ai piani sottostanti, ricoperto da cute normale. E' costituito da cellule adipose mature ed insorge soprattutto nel tessuto sottocutaneo, raramente negli organi interni
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Cisti epidermoide (sebacea)
In realtà non è un vero tumore, bensì sono delle neoformazioni dovute all'accumulo di materiale inerte, quali la cheratina o altri prodotti di secrezione. Si presentano come delle rilevatezze cutanee o sottocutanee, spesso centrate da un'orifizio. Possono aumentare di volume o andare incontro a fenomeni suppurativi.
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Cheratosi seborroica

E' una lesione, benigna, frequente, di colore scuro (pigmentata), rilevata, di dimensioni variabili, tipica dell'età matura o senile, a eziologia sconosciuta con una probabile predisposizione genetica, a localizzazione tipica sul viso, capo, collo, tronco e mani.
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Cheratoacantoma

Si presenta come una lesione nodulare, tondeggiante, di grandezza variabile, con cratere centrale, più frequente in soggetti di media età, con sede elettiva al volto ed al dorso delle mani. E' caratterizzato da una rapida evoluzione con autorisoluzione.
Se la lesione persiste dopo due,tre mesi è indicata l'asportazione chirurgica con l'esame istologico.
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Fibroma molle
Lesione, peduncolata, di colore normale o bruno chiaro, di consistenza molle, di frequente osservazione con localizzazione preferenziale al collo, alle pieghe ascellari ed inguinali e nei soggetti anziani in sede orbitale e palpebrale. Per motivi di natura estetica è indicata l'asportazione mediante diatermocoagulazione o laserterapia.
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Melanoma cutaneo

Il melanoma cutaneo è un tumore maligno che origina dal melanocita. Rappresenta l'1% dei tumori nel sesso maschile e l'1,8 nel sesso femminile. L'incidenza del melanoma è tuttora in rapido aumento. Per il 1999 sono previsti più di 44000 nuovi casi negli Stati Uniti, con un aumento del 6 % rispetto all'anno precedente. Si prevede che il 10 % dei pazienti con melanoma avrà uno o più familiari colpiti dallo stesso tumore.
Ha un'incidenza, con differente distribuzione geografica, compresa tra valori inferiori a 1 ad oltre 33 per 100.000 ed un incremento corrispondente ad un tempo di raddoppiamento di circa 15-20 anni.
In Italia l'incidenza del melanoma, per 100.000, è del 4,8 nei maschi e del 6 nelle femmine, mentre la mortalità dell'1,8 nei maschi e dell'1,4 nelle femmine. Con una certa approssimazione, si può stimare che ogni anno 5000 persone vengono colpite dal melanoma.

Nonostante l'aumento dei casi di melanoma, la mortalità per questa neoplasia non è variata grazie soprattutto al miglioramento delle procedure di diagnosi clinica e alle campagne di prevenzione ed informazione. Nell'eziologia della malattia la radiazione solare è stata indicata come il principale responsabile, anche se altri fattori genetici sono coinvolti.
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Carcinoma basocellulare

E' un tumore a malignità locale, a lenta crescita e che raramente da metastasi; è la forma più comune di tumore maligno cutaneo; il nome deriva dalla somiglianza istopatologica delle sue cellule a quelle dello strato basale dell'epidermide. Esistono diversi tipi di carcinoma basocellulare con varie manifestazioni cliniche. Generalmente il segnale di allarme è rappresentato da una piccola ulcerazione della pelle che non guarisce in tempi brevi.

Colpisce prevalentemente le persone esposte al sole e in particolare il volto (naso 30 %), il collo, il tronco; compare solitamente in persone anziane, interessando indifferentemente i due sessi. La diagnosi precoce, oltre a garantire la guarigione, semplifica il trattamento che consiste nell'asportazione chirurgica della lesione; se la lesione è molto piccola e superficiale, si possono utilizzare altre metodiche quali la crioterapia o la diatermocoagulazione
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Carcinoma spinocellulare

E' meno frequente del carcinoma basocellulare, però è più preoccupante perché può dare metastasi sia ai linfonodi regionali (10-20 % dei casi) e raramente viscerali. Insorge generalmente in età tardiva ed è spesso preceduto da lesioni precancerose quali la cheratosi attinica o la leucoplachia; si manifesta dopo una prolungata esposizione solare e diventa più frequente con l'età; gli uomini sono colpiti tre volte di più rispetto alle donne.
Predilige le zone di passaggio tra pelle e mucosa (labbro-narice-ano- etc.) e le zone fotoesposte (orecchio-naso-fronte-dorso mani).Clinicamente si presenta come una lesione nodulo ulcerata con aspetto infiltrante.
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Morbo di Paget
E' un carcinoma intraepidermico (non invasivo) della cute che si sviluppa prevalentemente nell'areola mammaria (Paget mammario) e nella zona perianale, ascelle (Paget extramammario).
Si presenta come una chiazza rotondeggiante, di colorito rosso vivo con margini netti ed infiltranti. Nella forma mammaria caratteristica è l'unilateralità. La lesione progredisce trasformandosi in un carcinoma invasivo; quasi sempre, però, un adenocarcinoma mammario è presente già nella fase iniziale, anche se clinicamente non rilevabile
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Malattia di Bowen
E' un carcinoma intraepidermico della cute (non invasivo) che si presenta come una zona di cute arrossata e desquamante che si allarga in modo irregolare; l'asportazione degli strati più superficiali mette in evidenza una superficie erosa; la presenza di una lesione ulcerosa è sinonimo di invasione(Cancro di Bowen). Generalmente compare tra i 35-70 anni su qualsiasi parte del corpo con predilezione per il dorso.
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Morbo di kaposi
Si tratta di una neoplasia multifocale di origine vascolare che si localizza alla cute, alle mucose e ai visceri. A livello cutaneo si presenta con noduli rilevati di colorito rosso-viola a componente emorragica.
Esiste in una forma classica che colpisce la popolazione del bacino mediterraneo e in una forma oggi più comune associata a malattie immnunodepressive. Si distiungue una forma classica (mediterranea), epidemica (associata HIV), endemica (africana) e iatrogena (terapia immnunosoppresiva)
Il trattamento è differente a seconda delle varie forme cliniche
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Tumori mesenchimali
Tra i tumori mesenchimali si ricorda il Dermatofibrosarcoma protuberans di Darier-Ferrand.
Si tratta di una neoplasia, rara, maligna caratterizzata da una particolare aggressività locale. Si presenta come una lesione nodulare, a placca, di consistenza dura, localizzata generalmente al tronco, più comune nei soggetti di sesso maschile. Un adeguato trattamento chirurgico, con ampio margine, garantisce la guarigione.
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Linfoma cutanei
Per linfoma cutaneo si intende una proliferazione di cellule linfoidi a prmitiva insorgenza cutanea; tale primitività deve essere documentata attraverso l'esecuzione di accurate e complete indagini di stadiazione (esami ematochimici-biopsia cutanea-biopsia linfonodale-biopsia osteo-midollare-radiografie e tac)
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