
«L'aspetto pratico riguarda il drenaggio chirurgico, ma nella realtà si tratta di una coccola affettuosa riservata alla paziente». La "coccola" ha la forma di una borsa in tessuto cucita a mano e le parole sono di Marina Frola, ostetrica dell'Ospedale Mauriziano da 25 anni, che sostiene il progetto Bags for Life, iniziativa di volontariato che supporta le donne operate di tumore al seno, in particolare nell'immediato periodo post-chirurgico.
«Il cuore del progetto - spiega Marina Frola - è la realizzazione artigianale di borse in tessuto porta-drenaggio, pensate per le pazienti sottoposte a mastectomia o quadrantectomia con drenaggi chirurgici. L'obiettivo è migliorare la qualità della vita, la dignità e il comfort delle pazienti durante una fase fisicamente ed emotivamente delicata del percorso oncologico».
Dopo l'intervento al seno, molte pazienti devono portare per giorni o settimane uno o più drenaggi, vale a dire sacche di raccolta dei liquidi post-operatori. Di norma questi dispositivi sono visibili, vengono sostenuti con sistemi di fortuna (spille, tasche, sacchetti) e possono risultare scomodi, imbarazzanti o limitanti nei movimenti.
Le "Bags for Life" sono borse in tessuto, della misura di 28x30 centimetri e con una tracolla di 130 centimetri, progettate appositamente per contenere in modo sicuro i drenaggi; essere indossate a tracolla o a cintura, sotto o sopra i vestiti; garantire comfort, discrezione e libertà di movimento; restituire alla paziente un senso di normalità e di cura di sé. Vengono realizzate a mano da volontarie, associazioni femminili o gruppi di cucito solidale che utilizzano tessuti lavabili, resistenti e gradevoli, spesso colorati o decorati per contrastare l'aspetto "medicale" del presidio. I materiali possono provenire da donazioni, autofinanziamento, contributi di associazioni o sponsor locali, mentre le borse vengono donate gratuitamente attraverso ospedali e reparti di senologia, associazioni oncologiche o direttamente alle pazienti segnalate dal personale sanitario.
«In una giornata come il World Cancer Day - sottolinea Franca Dall'Occo, Direttore generale dell'Ospedale Mauriziano - è importante ricordare che la qualità delle cure oncologiche non si misura solo con l'eccellenza clinica, ma anche con l'attenzione alla persona nella sua interezza. Progetti come Bags for Life rappresentano un valore aggiunto prezioso: sono piccoli gesti che parlano di umanizzazione delle cure, di ascolto e di rispetto per le pazienti, elementi che fanno parte a pieno titolo della mission del nostro ospedale».
Un'attenzione condivisa anche dalla direzione della Ginecologia, che nel 2025 ha seguito 196 pazienti operate di tumore alla mammella. «Prendersi cura di una paziente con tumore significa accompagnarla non solo dal punto di vista medico, ma anche emotivo e relazionale» afferma la professoressa Annamaria Ferrero, direttrice della Ginecologia del Mauriziano. «Le Bags for Life aiutano le donne ad affrontare il post-operatorio con maggiore serenità, restituendo loro dignità e autonomia in un momento di grande vulnerabilità. È un esempio concreto di come l'alleanza tra professionisti sanitari e volontariato possa migliorare davvero l'esperienza di cura».
«Oltre all'utilità pratica, il progetto ha un forte valore simbolico e relazionale» aggiunge Graziella Costamagna, direttore del DIPSA del Mauriziano. «Trasmette il messaggio "non sei sola", aiuta le donne a riappropriarsi del proprio corpo in una fase difficile e crea una rete di solidarietà femminile tra professioniste sanitarie, volontarie e pazienti. Molte delle nostre pazienti riferiscono che ricevere una "bag" pensata per loro ha un impatto positivo sull'autostima e sull'umore, contribuendo al processo di recupero».
Ultima Modifica: 04/02/2026