Perché
questa guida
Ricevere
una diagnosi di demenza è un momento che cambia tutto. Ruoli,
abitudini e affetti in famiglia si ridefiniscono all'improvviso, e
sentirsi smarriti o impotenti è del tutto naturale.
Questo
testo vuole essere una mappa pratica nata con l'obiettivo di
aiutare in tre modi concreti:
- Capire
cosa succede:
per dare un nome ai cambiamenti e distinguere la persona dalla sua
malattia.
- Affrontare
il quotidiano:
con piccole strategie pratiche per gestire i momenti difficili.
- Trovare
i servizi giusti:
per muoversi con sicurezza sul nostro territorio, senza sentirsi
soli.
La
conoscenza riduce la paura. Trovare le risposte e le informazioni
corrette è il primo passo per trasformare lo smarrimento in un
cammino di cura condiviso.
Le
demenze oggi
La
demenza è una priorità di salute pubblica mondiale. Dietro ai
numeri ci sono le persone: un carico sociale ed emotivo enorme,
sostenuto quasi interamente dalle famiglie.
La
situazione in Italia:
- 1.127.000
persone sopra i 65 anni convivono con una demenza (di cui circa
600.000 colpite da Alzheimer).
- 952.000
persone presentano un Disturbo Neurocognitivo Minore (MCI), una
forma lieve che rappresenta la "finestra d'oro" per la
prevenzione e la diagnosi precoce.
- 23.700
casi riguardano persone giovani (tra i 35 e i 64 anni), colpite nel
pieno della loro vita lavorativa.
- 4.000.000
sono i familiari e caregiver direttamente coinvolti nell'assistenza
quotidiana nel nostro Paese.
Lo
sapevi?
Nel mondo viene diagnosticato un nuovo caso di demenza ogni 3
secondi.
Quando
la memoria cambia: invecchiamento e demenza
Con
l'età è normale rallentare, ma la demenza non fa parte del normale
invecchiamento.
La
differenza fondamentale sta nell'autonomia:
mentre nell'invecchiamento fisiologico le dimenticanze non
impediscono di gestire la propria vita, nella demenza si perde
progressivamente la capacità di svolgere le normali attività
quotidiane.
Normale Invecchiamento |
Sospetto di demenza |
|---|---|
Dimenticare un nome o un appuntamento, ma ricordarselo poco dopo. |
Dimenticare cose importanti recenti e ripetere sempre la stessa domanda. |
Smarrire momentaneamente gli occhiali o le chiavi. |
Riporre oggetti in posti assurdi (es. il telecomando nel frigo). |
Faticare a trovare la parola esatta ("sulla punta della lingua"). |
Usare parole errate o inventate, perdere il filo del discorso. |
Avere bisogno di tempo per imparare a usare un nuovo telefono. |
Non riuscire più a fare cose automatiche (es. preparare il caffè). |
Prendere una decisione errata ogni tanto. |
Mostrare una grave alterazione della capacità di giudizio (es. vestirsi da spiaggia in pieno inverno). |
La
riserva cognitiva:
Leggere, fare parole
crociate, coltivare hobby e avere una ricca vita sociale aiutano a
proteggere il cervello, rendendolo più forte contro
l'invecchiamento.
I
segnali da non sottovalutare
La
demenza non compare all'improvviso, ma invia piccoli segnali.
Riconoscerli in tempo permette di intervenire subito e pianificare il
futuro con più serenità.
Ecco
i 10 segnali, definiti dall'Osservatorio Nazionale Demenze, scritti
per aiutarti a osservare la quotidianità:
1. Perdita
di memoria recente: dimenticare
informazioni appena apprese, ripetere le stesse domande o usare
continui bigliettini di promemoria.
2. Difficoltà
a pianificare: faticare a seguire una
ricetta familiare o a gestire le bollette di casa.
3. Difficoltà
nei compiti quotidiani: trovare
complicato guidare verso un posto noto o non ricordare le regole di
un gioco amato.
4. Disorientamento
nel tempo e nello spazio: confondere
le date, le stagioni o non capire immediatamente dove ci si trova.
5. Problemi
visivi e spaziali: difficoltà a
valutare le distanze o a riconoscere i colori (non dovute a normali
problemi di vista).
6. Difficoltà
con le parole: bloccarsi a metà di un
discorso senza sapere come proseguire o usare parole errate.
7. Smarrire
gli oggetti: mettere le cose in posti
bizzarri (es. le chiavi nel frigorifero) e non riuscire a
ricostruire i propri passi.
8. Riduzione
del giudizio: prendere decisioni
insolite (es. regalare soldi a sconosciuti) o trascurare l'igiene
personale.
9. Isolamento
sociale: rinunciare gradualmente a
hobby, sport e incontri con gli amici per paura di mostrare le
proprie difficoltà.
10. Cambiamenti
d'umore e personalità: diventare
improvvisamente sospettosi, ansiosi, depressi o facilmente
irritabili fuori casa.
Nota
importante: Presentare uno o più di
questi segnali non significa avere una demenza. È però un valido
motivo per parlarne serenamente con il proprio Medico di Famiglia.
Cosa
fare in presenza dei primi segnali?
Molte
manifestazioni iniziali possono essere legate a condizioni
reversibili o a forme di declino lieve su cui si può intervenire.
Affrontare i primi dubbi in modo tempestivo è il modo migliore per
tutelare la qualità della vita.
Arrivare
preparati dal medico permette di ottenere il massimo fin da subito.
Ecco tre passi pratici:
Scrivi
un diario: annota le dimenticanze o i
comportamenti insoliti riscontrati, segnando quando avvengono.
Prepara
i documenti: porta l'elenco aggiornato
dei farmaci assunti quotidianamente (inclusi integratori) ed
eventuali esami del sangue recenti.
Non
andare da solo: se possibile, fatti
accompagnare da un familiare strettamente vicino. Il suo punto di
vista aiuterà il medico a cogliere dettagli preziosi.
Rimandare
per paura è naturale, ma muoversi in tempo offre vantaggi
straordinari:
Rallentare
i sintomi: identificare precocemente
un declino cognitivo lieve permette di avviare stimolazioni mirate
per preservare l'autonomia più a lungo.
Decidere
insieme: permette alla persona di
esprimere le proprie volontà e partecipare attivamente alle scelte
terapeutiche e assistenziali future.
Organizzarsi
con calma: offre alla famiglia il
tempo di informarsi e attivare i supporti sul territorio, evitando
di dover gestire emergenze improvvise.
Non
esiste una sola demenza: le diverse sfumature della malattia La
parola "demenza" è un termine ombrello che racchiude
patologie del cervello molto diverse tra loro. Conoscerle aiuta a
capire che certi comportamenti insoliti non sono fatti "apposta"
contro di noi, ma sono l'effetto della malattia.
Ecco
le quattro forme più comuni spiegate in modo semplice:
1.
Malattia di Alzheimer
È
la forma più diffusa. Colpisce inizialmente l'area del cervello che
gestisce i nuovi ricordi.
Cosa
si nota: la persona dimentica cosa ha
fatto poco prima, ripete le stesse domande e fatica a trovare le
parole o a fare gesti quotidiani (come preparare il caffè).
Consiglio
utile: non correggerla continuamente.
Se si agita, rassicurala e sposta l'attenzione su qualcosa di
piacevole.
2.
Demenza Vascolare
È
legata a problemi di circolazione del sangue nel cervello. Il declino
spesso procede "a scalini", con peggioramenti improvvisi
seguiti da stabilità.
Cosa
si nota: rallentamento nel pensare,
instabilità nel camminare, stanchezza e frequenti sbalzi d'umore o
depressione.
Consiglio
utile: la prevenzione è fondamentale.
3.
Demenza Frontotemporale
Colpisce
le aree che regolano il carattere, le emozioni e il comportamento,
spesso in età più giovanile (sotto i 65 anni).
Cosa
si nota: la memoria è ancora buona,
ma cambia radicalmente il carattere. La persona può apparire
indifferente o dire e fare cose inopportune e insolite.
Consiglio
utile: ricorda che questi sbalzi di
personalità sono causati dalla malattia, non da un dispetto.
4.
Demenza a Corpi di Lewy
Caratterizzata
da una forte altalena dei sintomi, anche nel corso della stessa
giornata.
Cosa
si nota: momenti di grande lucidità
alternati a forte confusione, allucinazioni visive e tremori simili
al Parkinson.
Consiglio
utile: Ogni terapia va monitorata
attentamente dallo specialista.
Capire
con quale demenza ci stiamo confrontando aiuta a non prenderla sul
personale. Non è un dispetto, è la malattia. Sapere questo ti
eviterà discussioni inutili, facendoti risparmiare tempo ed energie.
Il
ruolo del caregiver
La
demenza introduce un cambiamento profondo nella vita di una persona e
di chi le sta accanto, ma non cancella l'identità profonda né la
capacità di provare emozioni. Anche quando non si trovano le parole
o non si riconoscono i volti, permane la sensazione di sicurezza e
d'affetto.
Per
gestire la quotidianità a casa, prova a usare questi tre strumenti
pratici:
Usa
i sensi, non le parole: quando parlare
diventa difficile, comunica con i gesti.
Fallo
sentire utile: coinvolgi la persona in
attività adatte a quello che sa ancora fare (es. piegare i
tovaglioli, sbucciare i piselli, spolverare). Non serve a "tenerlo
occupato", ma a farlo sentire attivo e degno di valore.
Ascolta
il comportamento: se si agita o si
arrabbia, quasi mai lo fa senza motivo. Spesso è l'unico modo che
ha per comunicare un bisogno pratico: forse ha un dolore fisico, ha
sonno, ha fame, o semplicemente ha paura perché non capisce dove si
trova.
Inoltre,
prendersi cura di una persona con demenza fa consumare moltissime
energie fisiche e mentali. Quindi ricorda:
Accetta
la stanchezza: provare rabbia,
tristezza o il desiderio di scappare è umano e naturale: non
sentirti in colpa!
Chiedi
aiuto: nessuno può farcela da solo a
lungo. Delegare piccoli compiti: non è un segno di debolezza!
Prenditi
una pausa: Bastano 15 minuti! Un
momento solo per te è fondamentale per ricaricare le tue pile
emotive.
Il
percorso del Mauriziano e gli incontri per i cittadini
Per
rispondere a questa complessa realtà, l'Italia ha adottato il Piano
Nazionale Demenze (PND), i cui obiettivi cardine sono: la diagnosi
tempestiva, l'innovazione, l'inclusione e la formazione.
In
tale ambito, l'Ospedale Mauriziano offre un percorso coordinato tra i
reparti di Neurologia
e Psicologia Clinica
per sostenere sia i pazienti che le loro famiglie. Oltre alle cure
mediche, proponiamo interventi mirati al benessere di tutto il nucleo
familiare.
Inoltre,
per la cittadinanza, promuoviamo tre incontri gratuiti in cui
dialogare con i nostri professionisti su tre temi fondamentali:
Calendario
degli incontri:
Lunedì
21 Settembre - Riconoscere i primi segnali
Di
cosa parliamo: Come accorgersi che
qualcosa non va, l'importanza di muoversi in tempo e la differenza
tra le varie demenze.
Relatori:
Dott. Maurizio Gionco, Direttore Neurologia; Dott. Michele Maniscalco
e Pierangelo Barbero, Neurologia.
Lunedì
19 Ottobre - Emozioni e resilienza
Di
cosa parliamo: Gestione del
carico emotivo, benessere del caregiver e come valorizzare il legame
affettivo senza esaurire le proprie forze.
Relatrici:
Dott.sse Carlotta Grisorio e Daniela Palmisano, Psicologia Clinica.
Lunedì
23 Novembre - Orientarsi tra i servizi
Di
cosa parliamo: Come muoversi tra i
servizi e le
risorse attivabili
Relatrici:
Dott.sse
Eleonora Fagliano e Chiara Morra, Servizio
Sociale.
Contatti
e risorse utili sul territorio
Sapere
a chi rivolgersi sul proprio territorio può fare la differenza.
I
punti di riferimento istituzionali per attivare gli aiuti, le
valutazioni e i supporti sociali:
CDCD
(Centri per i Disturbi Cognitivi e Demenze):
centri specialistici del SSN che si occupano di diagnosi e piani
terapeutici. Rivolgiti al tuo Medico di Famiglia per farti
indirizzare al CDCD della tua zona.
UVG
(Unità di Valutazione Geriatrica):
sportello per richiedere l'attivazione dei servizi domiciliari o
l'inserimento in strutture convenzionate.



Per
approfondire:
Per consultare documenti ufficiali e linee guida dell'Istituto
superiore di sanità fare riferimento all'Osservatorio
Demenze
al sito www.demenze.it
Ultima Modifica: 12/08/2026